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A quante mail cestinate siete arrivati in questi tumultuosi giorni di rinnovo della privacy e delle policy in chiave GDPR?

Personalmente abbiamo una media di 4\5 mail al giorno, ma per quanto possiamo essere stanchi di questa prassi, le compagnie che ci inviano queste nuove regole stanno solamente rispettando il nuovo regolamento alla lettera al fine di non incappare nelle salatissime multe che possono arrivare fino al 4% del fatturato annuo, che se stiamo parlando di aziende multinazionali vuole dire parecchie borse col simbolo del dollaro.

Quando cambiano queste nuove legislazioni, vengono immediatamente effettuati dei controlli da parte di enti appositi a tutte le aziende che hanno l’obbligo di impostare nei propri siti web i vari form a norma GDPR.

Noyb.eu non opera per conto di stati e legislazioni ma come privati attivisti della privacy, ed è proprio per colpa o grazie (a seconda di chi sta leggendo, scusaci Mark Zuckerberg) a loro se Facebook e Google sono a rischio multa, e non parliamo di un eccesso di velocità in autostrada, qui si parla di cifre astronomiche che farebbero chiudere immediatamente qualsiasi altra azienda.

Il sito di ricerche più usato al mondo con sede a Mountain View dovrà pagare una cifra intorno ai 3.7 Miliardi al CNIL ente francese apposito.

Il social Network di Menlo Park invece ha ricevuto ben 3 multe, questo perché oltre allo stesso Facebook, anche Instagram e WhatsApp, sempre di proprietà della grande F, non rispettano le nuove policy.

La causa della denuncia dell’attivista non è un errore o una mancanza bensì il vietatissimo metodo “take it or leave it” che possiamo tradurre con un semplice “prendere o lasciare” ovvero, accettate questa nostra policy oppure evitate di usare i nostri servizi. Ovviamente questo non è possibile e ogni azienda ha l’obbligo di concedere delle scelte all’utente per ogni singolo dato personale dell’iscritto.

Ovviamente non si sono fatte attendere molto le risposte delle due major informatiche che sostengono di essere nel giusto, di aver impostato i loro siti e servizi a norma GDPR e che sono tranquilli.
Se sono tranquilli loro…

Noi intanto continuiamo a rispondere e a cestinare mail di avviso…