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In un epoca che si sta differenziando dalle precedenti per l’importanza della comunicazione sociale, messa in pratica da qualsivoglia genere di persona, dal privato cittadino al politico più importante, risuona ancora più allarmante questa mancanza d’informazione nei confronti del pericolo che il nostro pianeta e l’intera umanità sta correndo. Il cambiamento climatico, più volte discusso da diversi luminari del settore con la stessa, unica, conclusione che porta a scenari decisamente non buoni, sembra ora come mai avere sempre meno importanza.

Si trovano infatti sui profili social delle persone che dovrebbero fare qualcosa per risolvere questo principale problema, ogni genere d’informazione mediatica, tranne, da troppo tempo, quella legata a questo argomento.

E’ recentissimo l’incontro avvenuto in Korea fra i maggiori enti legati ad argomentazioni come il clima, la salvaguardia degli oceani, della natura, l’Onu…

Ognuno di essi è giunto alla medesima conclusione, portando alla luce, durante l’evento, situazioni più gravi del previsto.

A Parigi, nel 2016, è stato fissato un obiettivo, ovvero quello di attuare misure al fine di limitare il surriscaldamento globale.

Tale obiettivo, reso necessario dall’industrializzazione massiccia del nostro pianeta che ha causato questo l’innalzamento delle temperature, è stato firmato da 21 paesi, convinti di poter fare qualcosa di veramente importante per il nostro paese.

 

Purtroppo però, oggi ci troviamo di fronte ad una situazione completamente differente da allora.

 

Gli Stati Uniti, firmatari dell’accordo, si sono tirati indietro con l’avvento di Donald Trump, scettico nei confronti del surriscaldamento globale. Australia e Brasile le prossime probabili rinunciatarie. La prima ha annunciato che non può più permettersi di non usare una delle sue principali risorse come fonte di energia, ovvero il carbone. La seconda invece è ancora in fase di dibattito politico, ma se a vincere le elezioni sarà il Presidente Jair Bolsonaro, il rischio sarà altissimo. Bolsonaro ha infatti dichiarato di voler uscire da quel patto e di voler mettere al bando enti come WWF e Greenpeace.

Il nostro bel paese invece, pur non trattando apertamente la questione (poche, se non inesistenti, le parole degli attuali politici a riguardo) rimane comunque un firmatario di quell’accordo ed il governo attuale, principalmente il lato M5S del governo, ha in programma un atto che aiuterebbe nettamente il progresso verso la soluzione al problema di cui stiamo parlando.

Verranno quindi stanziati 250milioni per le rinnovabili, verranno efficentati completamente gli edifici pubblici e verrà immessa una nuova tassa, l’Ires Verde, che multerà le aziende inquinanti, spronandole, anche con gli incentivi di cui sopra, a diminuire considerevolmente il loro apporto a questo disastroso futuro che incombe, frenandone quantomeno l’avvento.

Non vogliamo ora spiegarvi cosa potrebbe comportare un futuro in cui nessuno di noi, dal più influente al normale cittadino, prende a cuore il discorso del cambiamento climatico attuando una piccola soluzione anche solamente domestica. Vogliamo avere fiducia nel futuro e lo facciamo, collaborando con aziende che si occupano di questo e incentivando il più possibile quelle che sono alcune necessarie innovazioni tecnologiche che voi, in primis, dovreste attuare al fine di migliorare il futuro di chi avete a cuore.

Sarà determinante quindi che oltre al cittadino, anche le aziende muovano i loro passi verso un efficientamento delle tecnologie che compongono le loro fabbriche, non solo per un fattore altruistico ed ecologistico ma anche e soprattutto per una questione economica, perché stranamente a dirsi, la soluzione oltre ad un vantaggio ambientale, porterebbe nella maniera più assoluta un enorme vantaggio economico a chi deciderà di attuarla.

 

Non vi resta che contattarci QUI e chiederci come fare per aiutare nel nostro piccolo, il pianeta che ci ospita!