SHARE

La storia ci ha più volte insegnato che alla scoperta di una risorsa, importante ai fini di una specifica applicazione, parte anche un procedimento praticamente costante per cui la richiesta aumenta di pari passo con le tecniche di ottenimento della risorsa fino a che questo procedimento raggiunge un picco, ovvero quel dato momento in cui la risorsa viene estratta senza problemi e la richiesta giunge ad un suo massimo, il passo successivo è inevitabile e prevede una riduzione netta della risorsa, una costante nella richiesta della stessa ed un aumento nei costi per ottenerla, riducendo quindi notevolmente i guadagni finali. Questi passaggi generano una “crisi” che porta le aziende che si occupano di tale risorsa anche al fallimento e l’utente finale in cerca della risorsa a cercarne una alternativa.

Tutto questo fa parte di una teoria più volte utilizzata nel campo delle risorse, soprattutto nel campo del petrolio, gas e carbone, ma, rapportata a eventi passati, si è dimostrata ineccepibile, prevedendo a posteriori situazioni avvenute moltissimi anni fa.

Il futuro del petrolio quindi, ad oggi, è appeso a tre importanti scenari possibili. Il primo è già stato discusso nelle nostre pagine in un precedente articolo e vede, per l’appunto, le nuove tecnologie prendere il posto della precedente risorsa andandola a sostituire gradualmente.

Il secondo possibile scenario vede invece la tecnologia fare enormi passi avanti ma senza sostituire la risorsa in essere. Ovvero, se oggi i consumi ci porteranno ad un esaurimento del petrolio entro 30 anni, le tecnologie potrebbero rivoluzionare lo stato attuale dei trasporti. Se ad esempio implementassimo alle nostre autovetture tecnologie in grado di minimizzare i consumi, controllando costantemente ogni singola parte del veicolo il tutto accompagnato da una diminuzione del peso di ogni singola parte grazie all’ausilio di stampanti 3D, ci ritroveremmo ad abbassare i consumi di petrolio fino anche della metà, allontanando di conseguenza il giorno dell’esaurimento di questa risorsa.

L’ultimo scenario invece prevede una diminuzione del prezzo del gas al di sotto del dollaro per ogni 60kWh prodotti. Questa ipotesi rivoluzionerebbe ogni tipologia di consumo a liquido nella direzione dei consumi a gas, sia per quanto riguarda i veicoli che le industrie petrolchimiche e non meno importanti, le industrie energetiche. Se l’aumento dei costi del petrolio dovessero aumentare ulteriormente, vedremo uno scenario in cui anche i trasporti pesanti si ritroverebbero costretti ad utilizzare il gas come fonte di alimentazione.

 

 Insomma. Il futuro del petrolio è segnato, solo non si sa quale sarà il suo effettivo epilogo. L’unica cosa certa, ad oggi, è che il picco di utilizzo è molto vicino e come visto sopra, ad esso seguirebbe una discesa pari alla salita avuta in precedenza con il boom di questa risorsa. Ed è proprio per questo motivo che, qualsiasi sia lo scenario che andrà a realizzarsi, il picco di questa risorsa sarà inevitabile, può essere ritardato anche di molti anni, ma il futuro che ci aspetta è un futuro privo di petrolio, motivo principale per cui le aziende ma anche i privati dovrebbero organizzare il proprio futuro già ora.

In tutto questo, ovviamente non abbiamo preso in considerazione il fattore ambientale che è sicuramente la questione più importante e delicata quando si parla di questo genere di risorse e non dovremmo minimamente sottovalutare la possibilità che quella che oggi potremmo definire un’ignorare i segnali di pericolo che il nostro pianeta ci manda, diventi una “moda” passata, lasciando il posto ad un molto più intelligente rispettare l’ambiente senza però rinunciare ai beni energetici. Ecco perché oltre al gas, le tecnologie innovative sono il cavallo su cui puntare in questa corsa che dura da diversi anni e che sta per raggiungere la sua fine.

 

Se vuoi anche tu affrontare questo cambiamento verso una strada più green e più conveniente, contattaci QUI.